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	<title>Aleph - Liceo Brocchi Students &#187; autobus</title>
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		<title>A.U.T.O.B.U.S: la palestra degli studenti</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 15:11:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hermes Team</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hermes 2008]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Giulia Pellizzer 4BS</strong></p>
<p>7.45 .7.45 non trovate che questa combinazione di numeri suoni proprio bene? Siii, siamo tornati alle origini. Come vi sarete sicuramente accorti il vecchio orario ricomincia a regnare tra i corridoi del Brocchi. La situazione precedente era veramente insostenibile&#8230;fogli e fogli di permessi volanti sventolati sotto i nasi scocciati dei professori, colonie di libretti da regolarizzare, corriere in sovraccarico con autisti sempre più assonnati, maldestri e scorbutici.  Ma non illudetevi, i problemi non sono finiti qui. Oggi mettiamo sotto accusa un altro grave disagio per noi studenti: puntiamo l&#8217;indice contro gli A.U.T.O.B.U.S.<br />
Mattina. Suono acuto della sveglia che per quanto tu la spenga si ostina a risuonare ad intervalli regolari quasi sembra urlarti con tono autorevole “pelandrone sbrigati”. Ritardo canonico nell&#8217;abbandonare il confortevole letto, le coperte e il loro tepore non ne vogliono proprio sapere di lasciarti andare.</p>
<p><span id="more-226"></span>Somministrazione indispensabile di “droghe”: caffè&amp;pan di stelle a volo radente  per affrontare la giornata con una faccia semi intelligente. Poi come lampi, con ancora una scarpa in mano, si raccatta la cartella e ci si catapulta nella bolgia chiamata mondo&#8230;e qui viene il bello. Riuscire a prendere l&#8217;autobus. Arrivare alla fermata in tempo utile è già un’impresa, ma il vero problema è l&#8217;atto di salire. E&#8217; paragonabile ad una giungla: l&#8217;accaparrarsi mezzo metro per arrivare a destinazione è una lotta di sopravvivenza. L&#8217;accalcarsi morboso della folla, lo sgomitare frenetico dei titani che presuntuosamente grazie alla loro forza sono i primi a salire, le spinte,le “cartellate”&#8230;tutto è concesso. Non esistono regole, cartellini gialli o rossi. L&#8217;importante è entrare. Quando finalmente sei a bordo comincia l&#8217;operazione “sottovuoto” per consentire alla maggior quantità possibile di persone di salire, il che porta anche a degli aspetti positivi: non soffri il freddo, ti senti abbracciata dall&#8217;umanità e non occorre cercare un appoggio precario perchè comunque neanche se ci metti tutto l&#8217;impegno del mondo riesci a cadere. Poi vai incontro ad un viaggio più o meno travagliato che ti porta tra i banchi, già stanco prima di cominciare. E lo stesso si ripete alle 12.45 quando al suono della campanella si vedono gli studenti che schizzano via quasi avessero l&#8217;argento vivo addosso. Al prossimo adulto sconsiderato che osa pronunciare le fatiche parole “i ragazzi dei nostri giorni non si mantengono in forma e non fanno attività fisica” sarà prontamente risposto “ma la corsa e la box che noi pratichiamo ogni mattina e ogni primo pomeriggio cosa sono!?!?!”. Quindi, ragazzi miei, non credete che avremmo il diritto a qualche corriera in più? Elargiamo fior di quattrini in abbonamenti per poi usufruire di un servizio pessimo. Ma vi sembra giusto? Ora che la stazione delle corriere è pure stata spostata, e che quindi la strada per molti è raddoppiata, non possono continuare a sopravvalutare il potere di tele trasporto degli studenti. Sarebbe ora che anche il nostro liceo si interessasse a questo evidente problema magari per ottenere maggior numero di navette visto il no categorico a una posticipazione ulteriore d&#8217;orario. Ma dobbiamo arrivare ai livelli degli studenti di Vicenza che il 24/09/2007, come atto di protesta si sono presentati a scuola in pigiama per essere ascoltati??</p>
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