Di Gloria Bordignon – 5BS

TITOLO: Avatar
REGIA: James Cameron

SCENEGGIATURA: James Cameron
INTERPRETI : Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver, Stephen Lang, Michelle Rodriguez.
DURATA: 162’
NAZIONALITA’: USA, Gran Bretagna 2009
Statistiche ed economia:
Quanti numeri girano intorno ad “Avatar”, l’ultimo film di James Cameron, basti pensare ai 15 anni di attesa per metterlo in scena, i ben 4 anni di lavorazione, gli oltre 400 milioni di dollari di spese di produzione, i 429 milioni di incassi nelle prime quattro settimane solo negli Usa e i 9 milioni e 651 mila euro in Italia dopo il primo weekend. Il film sta raggiungendo i 500 milioni di dollari e ricordiamo che il più alto incasso mai registrato fu quello di Titanic (ironico che alla regia di questo film sia lo stesso Cameron), con 600 milioni di dollari, record che Avatar si prepara a battere.
Su “Avatar” tutto è stato detto: siamo nel 2154 in un pianete di nome Pandora, un paradiso nell’Universo, una natura bellissima che nel pianeta Terra è scomparsa a causa dell’uomo. Ma anche qui la bestia umana adopera il suo talento per distruggere questo pianeta distante 4,4 anni luce dal nostro sistema solare, perché l’uomo è una macchina che arriva, guarda, studia e dove vede la minima possibilità di fonte di guadagno si mette al lavoro per aumentare il suo capitale senza guardare in faccia nessuno. La risorsa in questione di cui  Pandora è ricchissima, è l’Unobtainium: un minerale molto raro fondamentale per risolvere la crisi energetica che ha colpito la Terra.
Avatar viene considerato il film di apertura per il “nuovo modo di fare film”, perché come lo stesso regista ha detto “Questo non è un film di animazione”: i personaggi blu che vediamo sono veri attori che, grazie agli effetti speciali e alla rivoluzionaria tecnica digitale “perform capture”, riescono a interpretare e dare sentimenti umani a degli allinei. Inoltre nelle sale possiamo trovare due versioni di pellicola: la classica 2D e quella in 3D con gli appositi occhialini, giganti e larghissimi, così anche i quattrocchi possono godersi lo schermo che prende vita.
Uno dei tanti piani di lettura del film, cioè oltre a concentrarsi all’aspetto tecnico degli effetti speciali, oltre alla storia (che alcuni critici l’hanno definita “Pocahontas nel futuro”), oltre agli scenari di un paesaggio fantastico, oltre al piano di azione militare, oltre agli animali fantasiosi che riescono a essere un tutt’uno con la mente dei Na’vi, possiamo leggerlo anche in chiave ambientalista. Infatti  che male c’è nel vedere un uomo che “tradisce la propria razza” per un gruppo di nativi, che amano la natura e vanno all’ essenza delle cose? che male c’è nell’ammirare un uomo che lotta con archi e  frecce un intero esercito che ha pronto l’esplosivo? che male c’è nel vedere come quest’uomo che da marine addestrato ad eseguire gli ordini, diviene  un uomo nuovo che fa del pianeta Pandora la sua patria e creare così un motivo per sacrificare la propria vita. “Avatar” è un modo semplice per sensibilizzare le persone per avere rispetto dell’ambiente: la Natura in questo film diviene vera protagonista che affianca i personaggi e li giuda.
Che male c’è nel vedere che nel pianeta terra ogni anno si producano quattro miliardi di tonnellate di rifiuti? che male c’è nel vedere animali disorientati e ciliegi che sbocciano a febbraio per l’anticipo delle stagioni? che male c’è nel sprecare ettolitri di acqua, quando più della metà delle popolazione mondiale non ha acqua potabile, che male c’è nel vedere foreste disboscate, che male c’è nel vedere che c’è ancora gente che non sa riciclare una bottiglia di plastica o un fotocopia?
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