IL GIORNO DELLA MEMORIA: PER NON DIMENTICARE
di Luca Strapazzon 3 DCA

Anche quest’anno tra il tram-tram della vita di tutti i giorni è passato, silenzioso e senza farsi notare, il giorno della memoria. Questa ricorrenza, che cade il 27 gennaio, è stata istituita per ricordare tutte le vittime dell’ Olocausto e tutti coloro che hanno perso la vita per aiutare questi perseguitati.
La data della ricorrenza non è stata scelta a caso anzi: infatti, il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche, che viaggiavano verso Berlino, scoprirono il famoso campo di concentramento di Auschwitz e ne liberarono i prigionieri. Lo sterminio del popolo ebreo è stata una tragica conseguenza del fanatismo esagerato che ha contrassegnato gran parte del Novecento.
Ogni anno si ripetono eventi e manifestazioni per sensibilizzare la popolazione e in televisione, con dibattiti e la visione di film, si pone l’attenzione su questo argomento.
Ma noi giovani siamo realmente sensibili a questa giornata?
Molti non lo sono perché ritengono di essere lontani da quei momenti anche se quei momenti, che non sono poi così lontani, hanno cambiato la nostra vita e la nostra storia. Non bisogna dimenticare, questo è il messaggio che vuole dare questa giornata, perché è dalla nostra storia che noi possiamo e dobbiamo partire per costruire un futuro migliore. E anche se qualcuno osa dire che non è mai esistita la Shoah e l’Olocausto o i campi di sterminio, noi dobbiamo avere il coraggio di non ascoltare queste voci, per rispetto non solo di chi c’è stato e ha vissuto quei momenti ma nel rispetto anche delle numerose persone che hanno perso la vita. Questo giorno sta assumendo sempre più importanza perché i superstiti, quelli che hanno visto morire milioni di persone, sono ormai vecchi e per non perdere questo immenso repertorio di ricordi bisogna parlarne fino a quando saranno ancora in vita.
Quindi, per non dimenticare c’è il giorno della memoria perché come dice Primo Levi “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”.

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