-In senso lato ma sempre e comunque-

di Francesca Barco 3BL

LA MUSICA NEL SAPERE

Avete mai sentito il discorso di Dario Fo sui folli? Dice che li si può denigrare, citare, lodare, ma è impossibile ignorarli, perché cambiano le cose, fanno progredire l’umanità. E ne si può vedere il genio perché “solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero”. Noi, quei folli li abbiamo conosciuti per la TV, per le foto, per le loro biografie, ma anche per ciò che hanno lasciato. E ciò che ci hanno lasciato, che siano le registrazioni di John Lennon, Maria Callas o Bob Dylan, oppure le imprese di Muhammad Ali, i film di Alfred Hitchcok, le conoscenze di Edison, Einstein, Wright, le lotte di Rosa Parks e del Mahatma Gandhi, ci hanno accompagnato, cresciuto, aiutato, in silenzio, magari nell’ombra, ma presenti. Non è questa una forma di sapere? Il giorno 27 Novembre 2008 un centinaio di persone si sono riunite in Piazza Libertà, a Bassano del Grappa, per sapere. Seppure il freddo li stordisse, seppure il chiasso della vita quotidiana li circondasse, loro erano lì, per ascoltare la melodia della conoscenza e per sperare di riuscire un giorno a riportarla. Queste lezioni all’aperto, fatte su un canto dell’Inferno di Dante, sui confini delle idee (socialismo, democrazia, liberalismo), lo stato sociale e la sua evoluzione, intelligenze multiple e scelte scolastiche e professionali, hanno aperto gli occhi, lasciato basiti, hanno cambiato le persone. Ed è questa la musica del sapere, sta nel cambiamento che esso apporta, nei cuori che fa battere all’unisono.

“Fate battere i vostri cuori all’unisono con le mie parole, e io credo che il mio lavoro sarà compiuto.” (M. K. Gandhi).

Questa è la melodia della conoscenza, la musica nel sapere.

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