Di Valeria Villanova 4BCA
In questi giorni un tema molto trattato è la nuova riforma della scuola, apportata dal ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini.

Essa, il cui decreto-legge è del primo Settembre 2008, è costituita da sette articoli che stanno destando molte discussioni. Il testo presenta capitoli come lo studio della materia “Cittadinanza e Costituzione” in tutti i cicli scolastici, il voto di condotta, che se risulta inferiore a sei decimi causa la non ammissione alla classe successiva, l’introduzione del numerico alle elementari e all’esame conclusivo di terza media. Altre modifiche rispetto alla disciplina precedente riguardano il ritorno all’insegnante unico alla scuola primaria, avente orario di ventiquattro ore settimanali, a partire dalla prima classe dell’anno 2009/2010.

In aggiunta vi è l’obbligo di adottare da parte degli insegnanti libri di testo, che le case editrici dichiarano mantenere invariati riguardo i contenuti, evitando quindi inutili nuove edizioni, il cui costo graverebbe sull’economia delle famiglie italiane. Inoltre l’esame di Laurea di scienze della formazione primaria ha valore di esame di stato, per cui i neolaureati hanno diritto ad insegnare subito nella scuola d’infanzia e nella scuola primaria. Il settimo ed ultimo articolo afferma che tutti i laureati in medicina e chirurgia possono partecipare al concorso all’accesso alle scuole di specializzazione mediche.

Per il momento la Camera dei Deputati ha approvato il decreto con 321 voti favorevoli, 255 contrari e 2 astenuti. La riforma ha avuto molti difensori, ma anche molte critiche, tanto che è stato indetto uno sciopero generale per il 30 ottobre, con una manifestazione nazionale a Roma, deciso dai sindacati di categoria.

I motivi di tale sciopero sono principalmente inerenti ai tagli che si vogliono apportare alla scuola secondo il decreto 112 e all’introduzione del maestro unico. Sono coinvolti direttamente gli insegnanti, anche se possono parteciparvi anche gli studenti.

Si invita pertanto ad una riflessione sulle cause di questo movimento e di prendere una decisione a vantaggio della scuola, che riguarda noi studenti in prima persona, ponderando con attenzione le eventuali conseguenze positive e negative di tale riforma.

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