La Web Community degli Studenti del Liceo Brocchi
14 nov
Di Valeria Villanova 4BCA
In questi giorni un tema molto trattato è la nuova riforma della scuola, apportata dal ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini.
Essa, il cui decreto-legge è del primo Settembre 2008, è costituita da sette articoli che stanno destando molte discussioni. Il testo presenta capitoli come lo studio della materia “Cittadinanza e Costituzione” in tutti i cicli scolastici, il voto di condotta, che se risulta inferiore a sei decimi causa la non ammissione alla classe successiva, l’introduzione del numerico alle elementari e all’esame conclusivo di terza media. Altre modifiche rispetto alla disciplina precedente riguardano il ritorno all’insegnante unico alla scuola primaria, avente orario di ventiquattro ore settimanali, a partire dalla prima classe dell’anno 2009/2010.
In aggiunta vi è l’obbligo di adottare da parte degli insegnanti libri di testo, che le case editrici dichiarano mantenere invariati riguardo i contenuti, evitando quindi inutili nuove edizioni, il cui costo graverebbe sull’economia delle famiglie italiane. Inoltre l’esame di Laurea di scienze della formazione primaria ha valore di esame di stato, per cui i neolaureati hanno diritto ad insegnare subito nella scuola d’infanzia e nella scuola primaria. Il settimo ed ultimo articolo afferma che tutti i laureati in medicina e chirurgia possono partecipare al concorso all’accesso alle scuole di specializzazione mediche.
Per il momento la Camera dei Deputati ha approvato il decreto con 321 voti favorevoli, 255 contrari e 2 astenuti. La riforma ha avuto molti difensori, ma anche molte critiche, tanto che è stato indetto uno sciopero generale per il 30 ottobre, con una manifestazione nazionale a Roma, deciso dai sindacati di categoria.
I motivi di tale sciopero sono principalmente inerenti ai tagli che si vogliono apportare alla scuola secondo il decreto 112 e all’introduzione del maestro unico. Sono coinvolti direttamente gli insegnanti, anche se possono parteciparvi anche gli studenti.
Si invita pertanto ad una riflessione sulle cause di questo movimento e di prendere una decisione a vantaggio della scuola, che riguarda noi studenti in prima persona, ponderando con attenzione le eventuali conseguenze positive e negative di tale riforma.
Tags: Riforma Gelmini
3 Responses for "La scuola secondo Gelmini"
ma cristo santo…e il decreto 133???manca la parte più importante,sulla quale stiam protestando…
ehi valeria, dimmmi dove ti sei informata prima di scrivere ’ste fesserie.
valeria, nn ascoltarli, 6 stata cmq brava…si vede ke la marta ha preso da sua sorella
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